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DESCRIPTION:L'accessibilità degli spazi pubblici è un tema riconosciuto c
 ome prioritario nella gestione delle città. A livello nazionale\, la legg
 e 41/1986 ha introdotto il Piano di Eliminazione delle Barriere Architetto
 niche (PEBA) come strumento di pianificazione e programmazione dell'access
 ibilità\, disciplinato in seguito da alcune regioni con leggi e delibere 
 regionali.\nNel 2019 a Padova è stato approvato il PEBA comunale\, che è
  stato il primo caso di un PEBA che ha usato e integrato direttamente Open
 StreetMap come base di dati per l'analisi dello stato di fatto dell'access
 ibilità negli spazi urbani. Lo stesso approccio è stato recentemente ado
 ttato in altri tre comuni\, nei quali l'analisi è ancora in corso.\nQuest
 o contributo vuole sintetizzare e presentare il flusso di raccolta dei dat
 i e gli strumenti aperti utilizzati per l'analisi dell'accessbilità urban
 a\, a partire dai dati di OpenStreetMap. In modo non esaustivo si elencano
  qui i principali: raccolta di immagini a livello strada con Mapillary per
  un archivio di immagini con licenza aperta focalizzate su marciapiedi e p
 ercorsi pedonali\; rilievo (anche partecipato) in campo con applicazioni s
 martphone (e.g. OsmAnd) per raccolta di note vocali e fotografiche e con s
 trumentazione (cordella metrica\, livella) per rilievi di dettaglio di ele
 menti sull'accessibilità (caratteristiche fisiche di marciapiedi e attrav
 ersamenti\, ostacoli\, gradini)\; arricchimento del database OpenStreetMap
  con le informazioni raccolte usando strumenti di editing da smartphone (e
 .g. Vespucci) o da computer (e.g. JOSM\, iD) e un sistema di tagging conso
 lidato\; utilizzo di software GIS open source (QGIS) per l'analisi e la ra
 ppresentazione delle informazioni sull'accessibilità attraverso una proce
 dura automatizzata tramite un modello di processing.\nL'obiettivo è di fo
 rnire un vademecum pratico per il supporto alla redazione e aggiornamento 
 dei PEBA che possa essere usato e adattato/migliorato.
DTSTAMP:20260512T213000Z
LOCATION:Sala Videoconferenza @ PoliBa
SUMMARY:Consigli pratici per la mappatura dell'accessibilità con OpenStree
 tMap e strumenti aperti - Alessandro Sarretta\, Elena De Toni
URL:https://talks.staging.osgeo.org/foss4g-it-2023/talk/ZUYXVM/
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DTSTART;TZID=GMT:20230616T113000
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DESCRIPTION:La raccolta\, la cura e la pubblicazione di informazioni territ
 oriali è stata per secoli prerogativa esclusiva delle organizzazioni del 
 settore pubblico. Tuttavia\, più recentemente sono emerse nuove fonti dat
 i (ad esempio dal settore privato e generati dai cittadini) che mettono se
 mpre più in discussione il ruolo del settore pubblico come figura predomi
 nante nella produzione cartografica. In risposta a ciò\, gli enti cartogr
 afici governativi stanno progressivamente esplorando nuove modalità di ge
 stione\, creazione e aggiornamento dei loro set di dati territoriali.  \nU
 n numero via via crescente di iniziative del settore privato (su tutti Mic
 rosoft\, Facebook\, Amazon e la recente Overture Maps Foundation) producon
 o dataset di grande rilevanza al fine di migliorare la copertura delle inf
 ormazioni  territoriali governative esistenti attraverso il rilascio di da
 ti aperti generati e fortemente dipendenti da OpenStreetMap (OSM).  \nRece
 ntemente\, l'Istituto Geografico Militare (IGM\, uno degli enti cartografi
 ci governativi in Italia) ha rilasciato un dataset multistrato\, chiamato 
 "Database di Sintesi Nazionale" (DBSN\, https://www.igmi.org/en/dbsn-datab
 ase-di-sintesi-nazionale)\, che ha lo scopo di includere informazioni terr
 itoriali rilevanti per l'analisi e la rappresentazione a livello nazionale
  per ricavare mappe alla scala 1:25.000 attraverso procedure automatiche. 
 La creazione del DBSN si basa su diverse fonti informative\, con i dati ge
 otopografici regionali come fonte primaria di informazioni e i prodotti di
  altri enti pubblici nazionali (ad esempio le mappe catastali) come fonti 
 aggiuntive. Tra le fonti esterne utilizzate in input per il lavoro di inte
 grazione nel DBSN\, OSM è stato esplicitamente considerato e utilizzato. 
 \nAttualmente\, il DBSN include dati che coprono 12 delle 20 regioni itali
 ane (Abruzzo\, Basilicata\, Calabria\, Campania\, Lazio\, Marche\, Molise\
 , Puglia\, Sardegna\, Sicilia\, Toscana\, Umbria). I dati per le regioni r
 estanti saranno rilasciati nei prossimi mesi. \nUno degli elementi di novi
 tà\, almeno nel contesto italiano\, è il rilascio del DBSN sotto licenza
  Open Database License (ODbL\, https://opendatacommons.org/licenses/odbl)\
 , dovuto al fatto che l'inclusione dei dati OSM richiede che i prodotti de
 rivati siano rilasciati con la stessa licenza.\nLo schema DBSN\, che è un
  sottoinsieme delle specifiche definite nel “Catalogo dei dati territori
 ali - Specifiche di Contenuto per i DB Geotopografici” (Decreto 10 novem
 bre 2011) e che è composto da 10 layer\, 29 temi e 91 classi\, è stato c
 onfrontato con le specifiche di OpenStreetMap\, selezionando due temi prin
 cipali (edifici e strade)\, analizzati attraverso una serie di script Pyth
 on disponibili con licenza aperta https://github.com/napo/dbsnosmcompare.\
 nIn primo luogo\, è stata analizzata la percentuale di edifici e strade n
 el database IGM in cui OSM è stato utilizzato come fonte primaria di info
 rmazioni. La percentuale di edifici derivati da OSM è minima\, con valori
  <2%\; per quanto riguarda le strade\, le differenze tra le regioni aument
 ano\, passando da quasi lo 0% a più del 90%. In secondo luogo\, è stata 
 calcolata l'area coperta da edifici e la lunghezza delle strade nei databa
 se IGM e OSM per valutare la completezza di OSM rispetto al dataset uffici
 ale IGM. Nelle 12 regioni\, la superficie coperta dagli edifici in OSM è 
 mediamente circa il 55% della corrispondente superficie in IGM\, mentre la
  percentuale della lunghezza delle strade è di circa il 78%\, con elevate
  differenze tra le regioni. Questi primi risultati mostrano che la princip
 ale fonte di informazioni nel DBSN (vale a dire i dati regionali ufficiali
 ) è molto variabile tra le 12 regioni\, il che ha richiesto all'IGM di tr
 ovare ulteriori fonti di dati per colmare le lacune. OSM svolge un ruolo s
 econdario nell'integrazione degli edifici nel database\, mentre dimostra u
 n alto potenziale per contribuire alle informazioni stradali. I risultati 
 mostrano anche che alcuni elementi presenti in OSM non sono ancora inclusi
  nel DBSN. Ciò può essere dovuto ad almeno due motivi: (i) l'attuale flu
 sso di lavoro di selezione degli elementi in OSM (tramite tag) non include
  alcuni elementi potenzialmente rilevanti\; ii) l'aggiornamento (idealment
 e) quotidiano di OSM è in grado di arricchire il database con nuove infor
 mazioni con frequenze di aggiornamento non raggiungibili da parte di IGM e
  gli enti cartografici governativi in generale. Oltre ad evidenziare l'imp
 ortanza che OSM ha raggiunto come fonte di riferimento di informazioni ter
 ritoriali anche per gli enti governativi fornendo prove del suo contributo
  al database nazionale dell'IGM\, questo studio fornisce inoltre spunti pe
 r migliorare il database stesso di OSM attraverso l’importazione di dati
  dal DBSN\, beneficiando del rilascio del database con licenza ODbL.
DTSTAMP:20260512T213000Z
LOCATION:Sala Videoconferenza @ PoliBa
SUMMARY:OpenStreetMap come fonte per la produzione di dataset governativi: 
 il caso dell'Istituto Geografico Militare Italiano - Alessandro Sarretta
URL:https://talks.staging.osgeo.org/foss4g-it-2023/talk/GEKF38/
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